CNGEI LECCE Racconto n.7

Operazione col serracchio - By Aquila della Notte

La mia avventura scout ebbe inizio sul finire degli anni 60.
E’ praticamente impossibile poter fare un paragone tra i campi estivi di allora e quelli odierni.
I mezzi erano scarsi, anzi, scarsissimi.
Quando ci andava bene, il campo estivo era a Frassanito ( Otranto ). Adesso, nella peggiore delle ipotesi, si va nel Parco Nazionale d’Abruzzo. Ma la nostra dimensione era quella.
A nessuno, allora, sarebbe mai venuto in mente, un campo estivo che non fosse a Frassanito. E a noi, in fondo, andava bene cosi'.
La prospettiva di un bel campeggio nel lussureggiante verde della pineta di Frassanito e dei rinfrescanti bagni nel suo splendido mare, era di gran lunga superiore a quella di rimanere in citta', a S. Rosa, a giocare a pallone per strada.
Frassanito in fondo aveva i suoi vantaggi. Per molti scout, anche di altre sezioni gei e di altre associazioni, era diventato il punto di riferimento per le attivita' estive.
La vicinanza del Camping Internazionale di Frassanito, ci aveva offerta l’opportunita' di dotare il nostro pezzo di bosco, di quelle infrastrutture minime, necessarie per lo svolgimento delle nostre attivita': acqua corrente, bagni, docce.
Pensate che, prima che nascesse il Camping Internazionale, per poterci approvvigionare dei viveri necessari, eravamo costretti a percorrere, avanti e indietro, il tratto di costa che separa Frassanito da S.Andrea. Ma era un gran bel da fare.
Ogni mattina, la toilette consisteva in un secchio di acqua congelata, attinto dal pozzo di una vicina masseria. Tipicamente scout, si dira'! Ma vallo a raccontare ai genitori di oggi, ma anche ai giovani di oggi! Come minimo ti prendono per pazzo.
La nascita del camping quindi fu il punto di svolta: acqua corrente, bagni, docce, luce elettrica.
Nell’anno di apertura del camping, ( parliamo dei primi anni 70 ) con turni prestabiliti, tutti noi prestammo servizio presso la stessa struttura.
Arrivo' gente da ogni parte del mondo. Migliaia di persone da accompagnare alle piazzole di sosta; aiutarle nel montaggio delle tende; recapitare loro la posta; intrattenerli nelle ore serali con l’animazione. L’animazione, quella vera, seria, organizzata, allora la trovavi solo nei club valtur o mediterranee.....o negli scout.
Ora provate solo ad immaginare di dover intrattenere migliaia di persone, per una ventina di minuti; che queste persone parlano chissa' quante lingue diverse; che nulla era stato programmato in proposito da parte dei nostri capi. TERRORE ! TERRORE PURO !!!!!!!!!!!!
Non ci siamo persi d’animo.
Il camping, nuovo di zecca e super attrezzato per l’occasione della inaugurazione, offriva di tutto per l’animazione. Un bel palco grande. Una buona amplificazione. Un buon sistema di luci. Decidemmo di fare uno spettacolo di ombre cinesi.
Non c’era da parlare, tradurre per farsi capire o altro. Avevamo anche lo schermo che usavano per la proiezione di films. Nel nostro caso avrebbe funzionato al rovescio. Con la luce di dietro, per capirci, avremmo ottenuto la proiezione delle nostre sagome sullo schermo.
Quello che serviva veramente era lo spunto per la storia da riportare in OMBRE CINESI.
Errico, il piu' grande di noi, genialoide e RUMORISTA come pochi, ci propose di mettere in scena uno spettacolo che aveva visto in un vecchio films di cartoni animati. In pratica si trattava di simulare l’interno di una sala operatoria in ospedale, dove un uomo, ricoverato d’urgenza, sarebbe stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico in seguito ad un malore.
Ora vi chiederete che c’e' di divertente, di umoristico o di teatralmente valido in questa storia della operazione. E’ presto detto.
La voce narrante dice poche parole in italiano, inglese e francese per introdurre la scena. Un medico pazzo, con una parrucca stile Einstein, urla in un inglese-tedesco, << BISTURI >>. In cambio invece riceve una sega gigantesca stile serracchio da falegname.
In primo piano si vede il lettino operatorio dove giace il paziente con un pancione enorme, coperto da un lenzuolo. Ovviamente di tutto cio' lo spettatore plurilingue vede solo le ombre cinesi.
Il medico pazzo fa ben vedere in ombra il serracchio per esaltare la sagoma e la comicita' della situazione. Un primo momento di esitazione.....ma subito dopo il medico comincia a simulare il movimento del taglio.....col serracchio.
Errico, il RUMORISTA e voce narrante, imita in modo magistrale il rumore della sega al microfono in dotazione. Partono le prime risate.
Il medico pazzo, a taglio avvenuto, comincia a tirare fuori dal pancione del paziente ( per capirci – da sotto il lenzuolo ) di tutto. Da un vecchio scarpone, che ovviamente l’attore mette ben in risalto con le ombre, ad un gatto finto, il cui verso di Errico pero', lo fa sembrare vero. Da una lunga catena di salsicce, ( a simulare le budella ), ad un ferro da stiro, un fiasco di vino e chi piu' ne ha.....piu' ne metta.
Il pubblico ride. Eccome.
Ad un certo punto il medico pazzo – esausto- grida all’assistente: AGO E FILO. Ricordate sempre che quelle poche parole dette vengono tradotte dalla voce narrante in inglese e francese. Riceve in cambio un gigantesco ago ( per intenderci il ferro per fare la maglia ) alla cui estremita' e' attaccata una lunga corda. Il medico simula il movimento di cucitura del taglio al pancione.
Errico, nel frattempo, continua a fare i suoi rumori, improbabili, ma di una efficacia teatrale fuori dal comune e, soprattutto, divertentissimi.
Dovete condire il tutto con l’assistente imbranato e tremante che fornisce al medico i ferri, l’altra assistente che asciuga il sudore del medico, l’uomo di fatica che butta nel sacco della spazzatura gli oggetti asportati dal pancione del paziente.
Per finire il medico in modo plateale dice << e' morto… it’s die.....perché sei morto…? Whi to die ?...
La platea ride a crepapelle.
Le luci si spengono
Fu un grande ed inaspettato successo che, nel breve periodo del soggiorno presso il camping, ci rese famosi e additati dagli ospiti che, ridendo, dicevano WHI TO DIE !


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