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Ho iniziato ad essere trattato da scout ancora prima di indossare un’uniforma ed iscrivermi in una Sezione. Sin dai primi anni della mia vita, almeno da quando ne ho memoria, mio padre mi parlava dello scoutismo, mi faceva giocare con la sua gavetta e mi portava in campeggio.
I canti scout, i racconti intorno al fuoco, la legge e la promessa sono sempre stati parte di me anche se solo nel 1974 conobbi la prima sezione AGESCI, ero al di sotto dell’eta', non avrei dovuto fare l’esploratore, ma a quei tempi, alla Chiesa dell’Idria, esisteva solo il reparto ed un Capo Reparto che ricordero' per tutta la vita, Elio Buonavoglia....detto Bombo.
L’ERA DI PINOTTO
Mio padre, oltre ad essere stato scout, era anche un militare, di quelli tutti d’un pezzo e molto spesso si dilettava a.....farmi a pezzi.....ma con affetto e per il mio bene!
Fu cosi' che un giorno mi prese per il colletto, mi porto' al cospetto del mio Capo Reparto e, con fare solenne, gli disse che doveva fare di me un uomo....Bombo lo prese in parola.....anche lui era, per cosi' dire, molto “militare” ed in sintonia con i “sistemi educativi” di Babbo e mi ritrovai nel Reparto Lecce 1 "Orsa Maggiore" AGESCI.
Ero piccolo, molto piu' piccolo di tutti gli altri, ed eccessivamente educato.....cosa che spesso viene confusa con stupidita'.....fu cosi' che mi ritrovai con uno zaino in spalla e, con 4 calci nel fondo schiena, mi spiegarono velocemente cosa avrei dovuto fare per diventare un uomo.....una delle attivita' predilette, all'epoca, era.....lanciarsi dai cumuli di fieno e spiaccicarsi in terra.....non potendo assolutamente reagire al mio ineluttabile destino, mi beccai un bel soprannome “PINOTTO”.....chissa' poi perche'!
Il mio primo campo estivo fu a Frassanito purtroppo mai completato per “malattia”, un febbrone da cavallo che mi riporto' spedito a casa.
Intanto i tempi cambiavano, lentamente le mie “movenze” educate divennero un po’ piu' “maschie”, continuavo a prendere una caterba di legnate (con affetto) ma mi causavano sempre meno dolore, forse stavo diventando un uomo? Non lo so. Comunque sia un bel giorno il mio CR ci convoco' e disse a tutti noi che partiva ed il reparto si chiudeva.....tutto qui.....feci appena in tempo a prendere il mio Totem, come in un vero passaggio di Branca e tornai a casa.
L’ERA DI LUPO SOLITARIO
Lo scoutismo mi affascinava ancora, tutto sommato mi divertivo molto, ma nel frattempo (forse per contestare il Babbo o forse per presa di coscienza) non avevo alcuna intenzione di fare la Cresima e di avere tanti contatti con preti e parrocchie, ricordo solo con molto affetto un tal Padre Sorrentino, unica dolce nota in piena valle di lacrime.
Raccontai a mio padre che non c’erano altre sezioni AGESCI (grossa bugia) e gli unici che facevano scoutismo a Lecce erano “quelli” del CNGEI. Stranamente mi dette il benestare, inforcai la mia bici e cercai di raggiungere Santa Rosa e la sede di Via Adda 7 dove mi attendeva il nuovo destino.
Nel frattempo avevo compiuto i miei 13 anni, era l’autunno del 1976, arrivai al cospetto del mio futuro Capo Reparto Lecce 1 CNGEI e gli espressi il desiderio di iscrivermi in Sezione, sommessamente gli dissi che provenivo dall’AGESCI e, a quei tempi, pensai di ricevere frustate e sputi…..invece, con mio stupore, Francesco, appena sceso dalla sua 500 familiare (ancora oggi non capisco come poteva, vista la sua mole, entrarci e addirittura uscirci) mi accolse con simpatia e dolcezza presentandomi alla “gloriosa” pattuglia Pipistrello. (Dal mio quaderno di caccia)
Successivamente, quando iniziai a fare le varie prove per prendere gli agognati brevetti, mi resi conto che quella simpatia e dolcezza erano un falso biglietto da visita.....ma erano altri tempi.
La mia “carriera” fu veloce, dedicavo ogni attimo della mia vita alla sezione, le tecniche scout mi affascinavano e finalmente le prove non erano piu' quelle di buttarsi da una rupe e spiaccicarsi in terra. L’atmosfera era intrisa di tecnica ed ideali, stile e storia, tutto questo mi affascinava enormemente, erano gli anni delle grandi costruzioni, legature ed incastri, Sergio Maiolo era stato al Jamboree nel 1975 ed era un ex Capo Pattuglia della Pipistrello, lo dicevamo tutti con orgoglio quando eravamo seduti sui suoi sgabelli, quasi con venerazione. Intorno a me c’ erano mitiche pattuglie, grandi nomi.....e poi finalmente c’ erano anche le esploratrici, cosa che scoprivo per la prima volta visto che nel mio precedente reparto eravamo tutti maschietti.
Nel 1977 il reparto Lecce 1 vinse il trofeo nazionale di Palla Scout e nomi come Claudio, Udo, Massimo, Attilio e tanti altri erano i nostri miti, esempi viventi di scoutismo.
Poi arrivo’ il campo estivo del 1977, ricordo ancora i pianti al momento dei passaggi, uscivano dal nostro reparto tutti, Francesco compreso (il mio CR) ed andavano a fondare la storica compagnia El Pueblo, la gioia di diventare Capo Pattuglia della mitica Pipistrello non servi a placare il dispiacere.
Con orgoglio portai a termine il mio compito aiutato dal mio nuovo Capo Reparto Elda giunsi sino al Campo Nazionale del 1978 e poi…..la fatidica partenza…..diventavo rover anche io.
L’ERA DEL GABBIANO
La sezione aumentava il numero di iscritti, iniziavamo ad avere piu' reparti e branchi e quindi, tutti noi giovani rover, appena usciti dal reparto, ci trovammo costretti a fondare un’altra compagnia.
Fu così che arrivo’ un giorno Maurizio, con la sua deliziosa Diane color nocciola, ed un libro in mano, ancora non sapevo quanto quel libro avrebbe cambiato la mia vita, ma decidemmo di nominare la nuova compagnia Jonathan Livingston.
Era l’inizio dell’anno scout 1978-79, era l’inizio di una nuova era e di una vita meravigliosa che non potro' mai dimenticare tanto da portare ancora oggi i segni di quegli anni nella mente e sul corpo con quel tatuaggio a forma di sole e gabbiamo che con orgoglio ho sulla spalla sinistra.
Tutto il resto e' storia relativamente recente, che mi porta sino al 1987-88 quando lasciai l’incarico di Capo Compagnia JL, uscii dalla Sezione, per partire alla ricerca di qualcos’altro.....una nuova strada ed una nuova avventura.
Da allora ho vissuto in giro per il mondo, per lavoro e diletto, ho cambiato mille volte mestieri, amicizie, amori, luoghi, mezzi, sentieri ma ovunque sia andato, qualsiasi cosa abbia fatto, non ho mai dimenticato quel gabbiano ed il giglio, ho portato sempre con me i miei tizzoni e quel tatuaggio sulla spalla.....una barca di nome Gabbiano 1°, un gommone di nome Fletcher, un cane di nome Henry.....nomi noti solo a quanti hanno letto il famoso libro di Richard Bach - Il Gabbiano Jonathan Livingston.
Tutto accadeva quasi per caso nella mia vita, come in un grande disegno....il famoso destino.....qualcosa mi ha tenuto per 20 anni legato al passato e proiettato al futuro.....poi, dopo tanto girovagare, il ritorno a Lecce.....un fuoco di bivacco per festeggiare il centenario e, ad un tratto, la consapevolezza di essere tornato a casa, di aver ritrovato i fratelli scout mai abbandonati.
J.L. ForEver
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