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Un campo mobile! Un’avventura rover! Un "Corto"! ( films ) Una straordinaria esperienza di vita all’aria aperta, a contatto con la natura e la piu' varia umanita', una prova, provata, che LA STRADA, per i rover, e' la metafora della vita, il miglior modo per viverla, conoscerla, affrontarla, sia quando e' liscia, piatta e tranquilla, sia quando e' ripida, irta di pericoli, tornanti, buche ed ogni sorta di trappola.……… "bisogna ritornare sulla strada, sulla strada per conoscere chi siamo…………" ( Giorgio Gaber ).
Probabilmente Gaber non aveva mai sentito nemmeno parlare di roverismo quando scrisse questo recital; eppure e' straordinario quanto questo testo racchiuda in poche parole la filosofia del roverismo GEI. NUOVI SENTIERI fu tutto questo.
Una bella compagnia rover, della quale facevano parte molti degli attuali dirigenti del Lecce 1; numerosissima ed eterogenea.
I suoi componenti erano di varia estrazione sociale e culturale; ma questo, che ai piu' era parso un problema, si rivelo', invece, uno straordinario elemento di coesione e di amalgama.
100 km sulle colline liguri, tra il parco naturale di Portofino, Camogli, Recco, Sori, San Fruttuoso; Genova-Nervi, come punto d’arrivo.
Di quella straordinaria esperienza fecero parte anche altre persone, in qualita' di ospiti o di operatori di ripresa ( stiamo parlando di riprese in pellicola formato SUPER OTTO ); le telecamere e, soprattutto, le micro telecamere digitali attuali, del peso di pochissimi grammi, erano solo FANTASCIENZA!
Per l’organizzazione dell’itinerario ci affidammo all’allora Presidente Nazionale del CNGEI, Claudio Aicardi ed al compianto Gianni Sciaccaluga, socio GEI della sezione di Genova, i quali ci procurarono un dettagliato manualetto del C.A.I. ( Club Alpino Italiano ) che censiva ogni possibile sentiero esistente nel Parco Naturale di Portofino, fornendoci al contempo il preziosissimo SEGNAPISTA, un segno convenzionale da seguire e che ci avrebbe permesso di rispettare l’itinerario programmato ma, soprattutto, di non perderci sull’appenino ligure.
Come gia' detto esiste un CORTO della durata di circa 20 minuti che il buon OROFINO ha provveduto a rimasterizzare nel moderno formato per CD. Se potete e se ne avete voglia o se vi entusiasmano l’avventura rover, la natura, i paesaggi o Big Meo con in testa ancora i capelli, NON PERDETEVELO!
Ovviamente di quell' avventura ricordo ogni singolo passo, ogni singolo scalino, mulattiera, sentiero, nottate all’addiaccio, marce sotto la pioggia, bagni nel mare ligure ( la toilette giornaliera ), cantate a squarciagola con la chitarra ed il tamburello ………………………SANTU PAULU MIU TE GALATINA………quando la NOTTE DELLA TARANTA poteva essere solo ancora un sogno nel cassetto del cittadino Blasi; quando magari ci ridevano dietro con il piu' classico appellativo………….TERRUN……
Certo in queste poche righe non posso raccontarvi questi intensi 10 giorni di vita. Ma almeno un piccolo aneddoto si.
Eravamo credo al 2° o 3° giorno di campo. Era la tappa di avvicinamento a San Fruttuoso, amena localita' famosa in tutto il mondo per il suo CRISTO DEGLI ABISSI.
Era stata una tappa molto dura e faticosa e ci apprestavamo a dormire. Per il bivacco avevamo scelto un posto non comune, non fosse altro per lo splendido panorama che ci offriva come terrazza sul mare: UN ELIPORTO, proprio a picco sul mare. Solo osservare il tramonto ci aveva ubriacato di colori ed emozioni.
San Fruttuoso, per chi non lo conosce, e' un piccolissimo borgo di pescatori, incastonato nella bellissima scogliera a picco sul mare; e' caratterizzato dalla presenza di un massiccio edificio centrale, sicuramente di nobili origini, intorno al quale si misurano non piu' di altre dieci piccole casette di pescatori. Peraltro si puo' raggiungere solo a piedi o con il traghetto che fa la spola con la vicina Portofino.
Il nostro bivacco era situato a non piu' di dieci minuti di marcia da San Fruttuoso.
Scese la notte. Novilunio.
Dapprima il cielo era stellato, il mare calmo e l’aria ferma, quasi afosa. La brezza del mare pero' rinfrescava parecchio.
Il sonno ebbe facile presa su tutti noi dopo le molte ore di marcia.
Credo fossero le due del mattino quando inizio a piovere………….che PIOVERE e' dir poco. VENTO, vento ma cosi' forte che lungo il sentiero ci tenevamo per mano l’un l’altro per non essere sopraffatti.
Acqua, tanta di quell'acqua che gia' dopo un paio di minuti eravamo ormai zuppi ed era inutile anche cercare di ripararsi perche' riparo non c’era. Tuoni, fulmini e saette. Scene dai migliori films del terrore.
Dopo i fatidici 10 minuti di marcia arrivammo al centro di San Fruttuoso. Nel buio della tempesta, ci accolse, ci riparo' dall’acqua ma non dal vento, il chiostro del menzionato palazzotto baronale.
Nessuno si accorse della nostra presenza tanto erano forti i rumori della tempesta.
Tentammo in ogni modo di trovare ristoro sotto questo chiostro che, al bagliore dei lampi, lasciava intravedere la sua sagoma lugubre, spettrale.
La stanchezza ebbe il sopravvento.
Stretti, stretti, cercando protezione l’un l’altro, prendemmo sonno.
Credo fossero le 5,30 del mattino quando mi svegliai al rumore di un uscio che si apriva.
Un uomo, un pescatore credo-forse, apparve sulla porticina che mi stava di fronte. In dialetto ligure, pronuncio' una frase a muso duro, tra lo stupore e la paura prima, la rabbia poi. Ma probabilmente non aveva tempo da perdere e dopo qualche secondo era gia' scomparso.
Con un occhio chiuso ed uno aperto non potei fare a meno di notare il fumo che usciva dai muri e dal pavimento del chiostro.
Albeggiava. C’era calma piatta. Il peggio era passato. Ad un tratto sbarrai gli occhi terrorizzato…………..i muri, a parte qualche porticina, erano tappezzati di vasi con fiori appassiti e da varie scritte che tanto assomigliavano ad epitaffi……………ed i fumi……altro non erano che……FUOCHI FATUI…………………………Il terrore e gli occhi sbarrati…………ma l’uomo che avevo visto era un uomo O CHE ALTRO?.....................
Dormivamo in un cimitero anzi……….sopra un cimitero.
Ancora in preda alla sindrome visione di un fantasma cercai di svegliare chi mi fosse accanto per renderlo partecipe dell’ esperienza ultrasensoriale.
In poco tempo fummo tutti svegli; nel piu' totale e FUNEREO silenzio abbandonammo il lugubre giaciglio per raggiungere il più rassicurante eliporto.
Lascio alla vostra immaginazione le risate a crepapelle, gli scherzi piu' infausti, le storie ed i racconti piu' esilaranti che si susseguirono nei giorni successivi, per descrivere agli altri e a noi stessi l’incredibile avventura che avevamo appena vissuto e che avrebbe marcatamente segnato i nostri
NUOVI SENTIERI.
J.L. ForEver
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