|
Una storia vera! Emozionante! Una storia d’altri tempi.
Chi mi conosce mi ha spesso visto affaccendato nella biblioteca di Sezione nel tentativo, non vano, di tramandare ai posteri la nostra storia e quella delle persone che hanno contribuito a scriverla.
E’ sin dagli anni 80 che tentiamo, in ogni modo, di salvaguardare il nostro patrimonio storiografico contenuto nella Biblioteca di Sezione.
Uno tra gli sforzi piu' importanti, che mi onoro di aver compiuto in prima persona, e' stato quello di selezionare, scansionare, digitalizzare, stampare, tra migliaia di foto, quelle che poi hanno formato la mostra per il 90° ai Teatini a Lecce.
Un giorno, in questo continuo lavoro di ricerca, mi sono imbattuto in un documento datato Roma, 21 luglio 1947 a firma dell’allora Capo Scout, Luigi Pirotta.
L’ho letto tutto d’un fiato, con l’emozione che mi faceva perdere il respiro e rigonfiare gli occhi di lacrime.
Siamo in pieno dopoguerra; l’Italia e' povera ed affamata. Il C.N.G.E.I., già ente morale dal 1916, si sta riorganizzando dopo il periodo dell’attivita' clandestina, resasi necessaria per sfuggire alla logica corporativa imposta durante il ventennio fascista.
E’ il 1947 dicevamo, l’anno del JAMBOREE DELLA PACE . Tutti gli scout del mondo si apprestavano a partecipare a questo evento straordinario in terra di Francia.
Ma………………………
A tutti i Capi, A tutti i Boy Scouts d’Italia
Scouts, miei fratelli!
Il messaggio che il vostro Capo vi manda oggi e' messaggio di dolore e di fierezza, gli scouts italiani senza aggettivi di qualifica o di distinzione, non vanno al Jamboree della Pace.
Non vanno perche' la poverta' onorata della Istituzione e l’insipienza di chi avrebbe avuto il dovere di provvedere ad aiutare l’Associazione nazionale scout italiana, non permettono alle venti pattuglie scelte e prescelte, di sostenere le ingenti spese della partecipazione.
Il Capo e chi con lui lavora in silenzio hanno fatto del loro meglio e hanno compiuto tutto il loro dovere perche' i Boy Scouts d’Italia fossero presenti a Moisson: fratelli scouts, voglio che sappiate che alla richiesta ufficialmente fatta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per aver il conforto di un qualsiasi aiuto e contributo nelle spese, non e' stata data risposta ufficiale: voglio che sappiate che alla richiesta di udienza che il nostro Presidente Generale ha presentato a chi, per ragioni di carica aveva potesta' di sentire e di esaudire il giusto e legittimo desiderio dell’Ente Morale Corpo Nazionale G.E.I., non e' stata data risposta.
E’ inutile farvi la storia delle burocratiche lungaggini: guardiamo in faccia la realta' dolorosa : i G.E.I. non possono andare al Jamboree.
Avrebbero potuto andare, in parte: la Sezione di Milano, sempre prima nelle iniziative nobili, aveva pronto un Reparto completo di 4 pattuglie, con tutto l’equipaggiamento necessario, tende, cucine, tutto; i ragazzi erano coperti di ogni spesa e, con loro, i Capi che li avrebbero accompagnati.
Ma Lupo Urlante, Commissario Regionale, saputo da me in quali gravi difficolta' erano le altre quindici pattuglie che Zanna Bianca, Commissario Centrale Tecnico aveva designato in seguito ai risultati delle prove sostenute, ha creduto opportuno chiedere a tutti i 32 scouts milanesi, uno per uno, se desideravano partire o rimanere: e questi ragazzi, ai quali il viaggio in Terra di Francia e la partecipazione al Jamboree era premio al merito, hanno detto, ad uno ad uno : NO, non vogliamo privilegi, se gli altri fratelli d’Italia non possono venire.
Fratelli Scouts! Questa risposta fiera e generosa e' di grande conforto per me, vostro Capo, e deve essere di conforto per voi tutti. Questo e' spirito scout, di vera e praticata fratellanza, di amore per chi non puo', questo e' SCOUTISMO.
A questo NO, pronunciato con cuore in tumulto, aggiungo il NO detto da altri scouts che avrebbero potuto pagare la loro quota di partecipazione: i cinque Reparti G.E.I. restano in Italia e mandano alla grande radunata degli Scouts di tutto il mondo il loro cuore e il loro pensiero affettuoso.
Chiamo alla mente di voi tutti l’ 8° articolo della legge: nel dolore comprensibile siate sereni e sorridete. Cosi' hanno fatto i vostri giovani fratelli di Milano, così dovete fare tutti.
Tutti gli scouts dichiarati idonei per il Jamboree avranno lo speciale distintivo e questa idoneita' sara' annotata sui libretti personali; i 32 di Milano hanno da me l’Encomio Solenne che i loro Capi vorranno annotare sul libretto personale.
I Capi, grandi e piccoli, che si sono prodigati per la preparazione delle loro pattuglie, tutte le persone buone che hanno comunque aiutato i Reparti e Sezioni nella preparazione e nello svolgimento di questo lavoro, hanno la loro gratitudine.
Ed ora, fratelli scouts, al lavoro dei campi estivi. La dura prova che abbiamo attraversato, le fatiche, le ansie, le disillusioni, il dolore che brucia dentro, tempra in voi ed in noi il carattere, ci rendono uomini: voi sapete che essere Esploratori significare lottare, faticare, soffrire, la prova è stata vinta, con passione cocciuta seguiamo ancora e sempre la legge scout.
Quando sarete grandi e quando tornerete con la mente, voi che avreste dovuto partire per il Jamboree, agli avvenimenti del luglio 1947, capirete tutta la bellezza della rinuncia, oggi imposta e sarete contenti di voi stessi nella vostra coscienza di Uomini e direte ai vostri figli: Ecco, lo Scoutismo, piccolo mio, mi ha insegnato a sorridere anche quando il cuore soffriva.
Buona Caccia voi tutti che siete del mio stesso sangue!
Luigi Pirotta
Capo Scout
Roma 21 luglio 1947
|