|
1976 – Nasce Radio Lecce Giovane ( la prima radio libera leccese ).
Un’avventura come un’altra; forse non tipicamente scout nella forma, ma molto nella sostanza.
Correvano gli anni 70 ( e come correvano! ). Un piccolo gruppo di giovani scout, con qualche altro simpatizzante, era solito riunirsi nei fine settimana, mettere assieme gli scarsi mezzi a disposizione con l’intento, nonostante tutto, di fare sempre qualcosa di nuovo e originale.
A quel tempo, sembra quasi impossibile, non esistevano telefonini; i ritmi vitali erano scanditi in modo più naturale. I rapporti interpersonali erano anche di natura epistolare ( ? ). Nessuno di noi possedeva scooter. Quando qualcuno poi, un po’ piu' grande, riusciva ad ottenere l’auto in prestito dai genitori, era festa grande.
In questo scenario bisognava lavorare molto di fantasia per il divertimento. Era indispensabile ricercare sempre nuovi stimoli.
Erano molto in voga i cosiddetti C.B., radioamatori in banda cittadina, sui 27 megahertz.
Spider, Devil, Omega, Zodiac, explorer: erano i soprannomi di chi utilizzava questa nuova ed alternativa forma di comunicazione; una sorta di nick-name.
Era, un po’, come chattare oggi; si entrava nella cosiddetta RUOTA e si aspettava il proprio turno per porgere i saluti ai convenuti.
In particolari condizioni climatiche e di posizione terrestre si poteva sperare nel cosiddetto fenomeno della propagazione il segnale C.B., solitamente solo cittadino, rimbalzava nell’atmosfera terrestre, per cui non era improbabile parlare con radioamatori di Cefalu'o Trieste piuttosto che di Surbo. Allora era festa.
Un paio di noi avevano la fortuna di possedere queste radio rice-trasmittenti C.B. ; spesso ci si riuniva per dare vita a queste RUOTE incontri virtuali via etere; successivamente ci riunivamo in verticale, di persona per intenderci, con questi nuovi amici conosciuti via etere. L’occasione poteva essere un San Martino, scambiarsi gli auguri di Natale o Pasqua etc.
Una di queste volte eravamo in una pizzeria di Lecce, tal da Rosetta in viale Otranto. Non credo esista piu', almeno non piu' in viale Otranto. Pino Spider era uno di noi. Gentile, cortese, tollerante, proprio come un bravo scout. Ma allo stesso tempo geniale, pieno di idee, un vulcano in continua eruzione.
Da premettere che, cosi' come i telefonini erano ancora fantascienza, il mondo radiofonico e televisivo era caratterizzato dalla esclusiva e monopolistica presenza della RAI. Berlusconi era solo un giovane e sconosciuto imprenditore di successo.
Stava per accadere una vera e propria rivoluzione culturale nel panorama radiofonico italiano. Radio Milano International, cominciava allora a far sentire la propria voce nel fantastico mondo della modulazione di frequenza ( MF o FM ). Il monopolio RAI stava per finire.
Pino Spider (ovviamente era il suo soprannome da radioamatore) ci mise a parte di questo evento straordinario delle cosiddette RADIO LIBERE e della sua idea che, se fossimo riusciti a mettere insieme le nostre forze, potevamo anche noi, legittimamente, dar vita ad nuova radio libera, ma libera veramente.
Dopo un brevissimo smarrimento collettivo dei presenti, l’idea parve, da subito, GENIALE!
La nostra vita, dopo quella sera, non sarebbe stata piu' la stessa.
Come per tutte le cose bella della vita, occorrevano una barca di soldi. Noi, invece, come nei migliori film, eravamo senza il becco d’un quattrino ( come si suol dire ).
Inizio' cosi' una lunghissima ed estenuante lotta contro:
- Il tempo, per essere i primi;
- La tecnologia, per averla a poco prezzo;
- L’indifferenza della gente che, nel 90% dei casi, non capiva di cosa stessimo parlando;
- La diffidenza, endemica verso i giovani, specie se squattrinati;
- La cronica mancanza di pecunia.
Uno sparuto gruppo di noi, quello piu' avvezzo all’elettronica, si reco' in quel di Livorno. Una sorta di mercato delle pulci garantiva ogni ben di Dio proveniente dalle basi NATO.
Alcuni amici radio-amatori ci avevano informato che, in questo mercato, non eraimprobabile trovare alcune radio trasmittenti in modulazione di frequenza che usavano i militari americani in zone operative.
Trovammo la nostra trasmittente. Verde militare, grande piu' o meno come un frigo-bar, scrupolosamente a valvole ( transistor e circuiti integrati erano ancora fantascienza come tante altre cose ); pesava una tonnellata; era un residuato bellico, brutta, spartana,ma era la nostra radio. Aveva una potenza di 50 W in uscita. Con una buona antenna ed una buona posizione geografica avremmo potuto coprire la Citta' di Lecce.
Iniziarono frenetiche ricerche per il luogo che potesse ospitarci. 103 megahertz sarebbe stata la nostra frequenza. In cambio di pubblicita' radiofonica, gratis, a vita, ( ? ) ottenemmo da un commerciante locale la fornitura di tutte le apparecchiature di bassa frequenza ( stereo, piatti-giradischi, registratori a bobina, mixer etc. etc. ).
Tutti noi soci fondatori mettemmo mano al portafoglio e affittammo un appartamento al 7° piano, ottima posizione, in via A. De Pace.
Approntammo la sala trasmissioni con un banco regia (?) ed uno schermo trasparente di separazione; per ottenere un’acustica migliore foderammo le pareti col polistirolo ed i cartoni delle uova.
Assemblammo tutte le apparecchiature e iniziammo le prime trasmissioni sperimentali.
Non potro' mai dimenticare l’emozione della prima volta: UN GIORNO CREDI, di E. Bennato, la prima canzone. Io ero li'. Avevo davanti un mixer ed un microfono; confusamente dissi “Radio Lecce Giovane 103 megahertz in modulazione di frequenza”.
Mi sembro' invece di fare un discorso alla nazione.
Era il 1° marzo del 1976. Ma questa e' un’altra storia.
|