Articolo apparso su Quotidiano di Lecce del 15/09/02
Il contrasto tra l'amata focara di Novoli e "l'odiata effige" dell'arbitro equadoriano Byron Moreno ci induce ad esprimere il nostro piu' fermo dissenso e la nostra contrarieta' alla realizzazione di quanto il signor Gianni Ippoliti e gli amministratori comunali di Novoli intendono realizzare in quella stupenda e magica notte del 16 gennaio". Parole convinte quelle espresse in un comunicato da Maurizio Meo commissario della Sezione di Lecce del C.N.G.E.I., associazione che conta a Novoli oltre 80 giovani aderenti e facente riferimento ai fratelli Giuseppe e Gigino Caputo.
Un comunicato circostanziato, suddiviso in tre parti: l'analisi della vicenda in questione, l'attacco a chi la considera un mezzo utile per comunicare, ed addirittura la controproposta.
Quello del calcio e' un gioco e come tale - recita il comunicato del CNGEI - deve rimanere. Un'espressione ludico-ricreativa, portatrice di messaggi positivi e non di odio. Se esiste, e' la giustizia sportiva che dovra' fare le adeguate indagini, non serve a niente e a nessuno la caccia a Byron Moreno".
Infine la proposta:
"Mi permetto - dice Maurizio Meo - di sostituirmi al signor Ippoliti e lancio una controproposta: invitiamo i nostri ragazzi a consegnare al comitato organizzatore di Novoli, un disegno, un oggetto, dei simboli della violenza, della guerra, dell'odio etnico - razziale e religioso che loro stessi vogliano distruggere".
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